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Preparazione pre-campionato: arrivare pronti a settembre

Redazione VelkaoneRedazione
Pubblicato il 11 luglio 2026 6 min di lettura

Come usare le settimane estive per presentarti al raduno già in condizione, senza bruciarti nei primi giorni né arrivare scarico a novembre.

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Il pre-campionato inizia prima del raduno

Chi arriva al primo giorno di preparazione completamente fermo paga un conto salato: dolori muscolari per giorni, rischio infortuni più alto e settimane spese a recuperare terreno mentre i compagni già lavorano sul gioco. Chi invece si presenta con una base minima può concentrarsi da subito su tecnica e situazioni. Le settimane estive non servono a diventare atleti diversi, ma a non ripartire da zero.

L'obiettivo non è arrivare al massimo della forma a settembre. La condizione migliore va costruita per il periodo delle partite che contano, in genere mesi dopo. A inizio stagione serve solo una base solida su cui il preparatore possa costruire senza doverti prima "recuperare".

Perché la fretta è il vero nemico

Il rischio maggiore del pre-campionato non è fare poco, ma fare troppo e in fretta. L'entusiasmo del rientro spinge a caricare oltre misura proprio quando il corpo è meno pronto. Alcuni principi guidano tutte le scelte:

  • L'adattamento richiede tempo: muscoli, tendini e articolazioni si adattano a velocità diverse. I tendini sono i più lenti e i primi a lamentarsi se si esagera.
  • Il volume prima dell'intensità: prima si costruisce la quantità di lavoro sopportabile, poi si aumenta quanto è intenso.
  • La base prima della specificità: senza motore aerobico e forza generale, il lavoro esplosivo e tecnico non regge.
  • La continuità batte l'eroismo: tre sedute regolari a settimana valgono più di una maratona di allenamento seguita da tre giorni fermo per i dolori.

Le fasi del pre-campionato

Una preparazione sensata di solito passa per fasi con obiettivi diversi, che si sovrappongono in parte:

  • Ricostruzione della base aerobica: corsa leggera, bici, nuoto, lavoro a bassa intensità per rimettere in moto il motore e migliorare il recupero tra gli sforzi.
  • Forza generale: reintrodurre gradualmente il lavoro con i sovraccarichi dopo la pausa, ripartendo da carichi bassi e tecnica pulita.
  • Potenza e reattività: salti, cambi di direzione, gesti esplosivi, ma solo quando la base c'è.
  • Specificità col pallone: fondamentali, situazioni di gioco, ritmo partita, con volumi crescenti.

Saltare la base per correre subito alla specificità è l'errore più comune e anche il più costoso, perché porta dritto ai sovraccarichi.

Cosa fare nelle settimane prima del raduno

Se hai qualche settimana davanti, non serve un programma complicato. Serve costanza. Una impostazione ragionevole per chi si prepara da solo:

  • 3 sedute a settimana di attività mista: un po' di corsa o bici, un po' di lavoro a corpo libero.
  • Mobilità articolare di caviglie, anche e spalle, che d'estate tendono a irrigidirsi con l'inattività.
  • Core stabile: addome, obliqui e schiena sono la cerniera di ogni gesto in campo.
  • Qualche palleggio e bagher contro il muro, per non perdere la sensibilità con la palla.

Una progressione settimanale di esempio, per orientarsi:

  • Settimana 1: riattivazione. Camminata veloce o corsa leggera 20-30 minuti, esercizi a corpo libero facili, molta mobilità. L'obiettivo è solo rimettere in moto il corpo.
  • Settimana 2: leggero aumento. Corsa un po' più lunga o più costante, prime serie di squat a corpo libero, affondi e core, più lavoro con la palla al muro.
  • Settimana 3: introduzione di qualche cambio di ritmo e di saltelli leggeri, mantenendo la mobilità e il core. Nessun salto massimale.
  • Settimana 4: consolidamento e leggero scarico negli ultimi giorni, per arrivare al raduno riposato e non affaticato.

L'idea è arrivare al raduno già abituato a muoverti, così i primi allenamenti di squadra non ti distruggono.

Gestire i carichi senza esagerare

Vale la pena ripetere alcuni accorgimenti pratici sulla gestione del lavoro:

  • Progressione graduale: aumenta volume e intensità poco alla volta, non tutto insieme. Cambia una variabile per volta.
  • Rispetta i giorni di recupero: l'adattamento avviene nel riposo, non solo nell'allenamento.
  • Attenzione ai sovraccarichi tendinei: ginocchia, caviglie e tendine d'Achille sono i primi a lamentarsi quando si esagera con i salti.
  • Idratazione e sonno: banali ma decisivi, soprattutto con il caldo estivo.

Se avverti dolori articolari o tendinei che non passano con il riposo, non forzare e valuta un consulto con un fisioterapista o un medico dello sport.

Alimentazione e caldo estivo

D'estate il caldo pesa sulle sedute e va gestito con buon senso. Alcuni accorgimenti generali:

  • Allenati nelle ore più fresche quando puoi, mattina presto o sera.
  • Bevi regolarmente prima, durante e dopo, senza aspettare la sete.
  • Mantieni un'alimentazione varia e regolare: non è il periodo per diete drastiche, che ti tolgono proprio il carburante che serve.
  • Non allenarti a stomaco completamente vuoto nelle sedute più lunghe.

Per indicazioni personalizzate su alimentazione e integrazione, il riferimento resta un professionista qualificato.

Errori comuni da evitare

Gli sbagli che si ripetono ogni estate:

  • Arrivare completamente fermi al raduno, pensando di "recuperare in campo".
  • Strafare la prima settimana spinti dall'entusiasmo, con dolori che compromettono le successive.
  • Ignorare la base aerobica e passare subito ai salti e agli scatti.
  • Trascurare mobilità e core, che sono la prevenzione più economica che esista.
  • Nessuna gradualità: aumentare volume, intensità e specificità tutte insieme.
  • Copiare il programma di un altro senza tenere conto del proprio livello ed età.

Adattare al proprio livello

Il piano non è uguale per tutti:

  • Giovani in crescita: prudenza sui volumi di salti e carichi, priorità a tecnica, mobilità e coordinazione. Vanno seguiti da chi li allena.
  • Amatori e categorie di base: bastano continuità e gradualità; meglio poco e costante che tanto e sporadico.
  • Agonisti: qui ha senso una programmazione più strutturata, idealmente condivisa con il preparatore della squadra per non arrivare al raduno già affaticati o, al contrario, del tutto scarichi.

Non perdere il contatto con la palla

La preparazione fisica è importante, ma d'estate si rischia di perdere la sensibilità tecnica accumulata in stagione. Bastano poche accortezze per arrivare al raduno senza sentirsi arrugginiti:

  • Qualche serie di palleggi e bagher contro il muro, anche solo dieci minuti, mantiene attivo il tocco.
  • Se hai un compagno disponibile, scambi facili all'aperto aiutano occhio e coordinazione.
  • Cura la reattività con piccoli spostamenti e cambi di direzione, che richiamano i movimenti di campo.

Non serve allenare i fondamentali in modo intenso: basta non spegnerli del tutto, così i primi allenamenti tecnici di squadra non ti trovano completamente fuori ritmo.

Testa e motivazione

Il pre-campionato è anche una fase mentale. Ritrovare la routine, gli orari, la fatica: tutto richiede un riadattamento. Aiuta fissare piccoli obiettivi settimanali e tenerne traccia, così vedi i progressi e mantieni la motivazione anche quando le sedute sono dure e il campionato sembra lontano. Concentrarsi sul processo, e non solo sul risultato di settembre, rende il percorso più sostenibile.

Checklist per arrivare pronti

Riassumendo, per presentarti al raduno in condizione:

  • Non arrivare completamente fermo: muoviti con costanza nelle settimane prima.
  • Costruisci prima la base, poi la specificità.
  • Aumenta i carichi in modo graduale, una variabile per volta.
  • Cura mobilità, core, sonno, idratazione e alimentazione.
  • Adatta il lavoro alla tua età e al tuo livello.
  • Ascolta i segnali del corpo e non ignorare i dolori persistenti.

Arrivare pronti a settembre significa poter godersi la stagione invece di rincorrerla. Se vuoi pianificare le settimane e monitorare i progressi in modo ordinato, Velkaone può darti una mano a tenere tutto sotto controllo.

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità generali e non sostituiscono la valutazione di un medico, fisioterapista, nutrizionista o altro professionista qualificato.

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